Atena

Zeus aveva da poco terminato il pranzo,quando avvertì un forte dolore alla testa.
Inutile era stringersi le tempie con le mani oppure distrarsi guardando giù dall’Olimpo.
Questo terribile mal di testa lo costrinse a prendere una decisione drastica, ordinò al fabbro divino Efesto di aprirgli la fronte. Efesto al primo momento esitò, ma poi obbedì e portò a temine l’operazione. Dalla fronte nacque una bellissima fanciulla di nome Atena, con lunghi capelli biondi e bellissimi occhi tra il verde e l’azzurro. Atena era la dea della guerra, guidava gli eserciti e si distingueva per il suo amore verso i mortali a cui dono’ scienze delle arti, l’uso dell’aratro e della nave, musica e numeri. I mortali furono grati e riconoscenti, tanto da prendere la decisione di dare il suo nome alla città. Alla fine però prevalsero Poseidone ed Atena e la città avrebbe preso il nome di chi tra i due avesse fatto il regalo più utile agli abitanti. Poseidone allora si recò all’acropoli, che era il punto più alto della città, batte’ il suo tridente sulla roccia e fece apparire un cavallo. Atena batte’ la sua lunga lancia per terra e dal suolo spunto’ un pianta con tante foglioline e un tronco nodoso, era un ulivo che simboleggiava la pace. Gli abitanti scelsero il dono della dea e da quel giorno la città fu chiamata Atene. Atena oltre che essere amata per i suoi doni era anche temuta per le sue punizioni. Esemplare fu quella della dea Aracne che cercò di paragonarsi a lei nell’arte del ricamo. Aracne la sfidò, disegnò su una tela color porpora l’Olimpo in varie scene d’amore ed Atena vedendo questa opera insuperabile l’afferrò e la lacerò, Aracne da dolore si impiccò, ma Atena la salvò e la tramutò in ragno.